“Alla stessa persona oggi posso dire che può mangiare al chiuso, domani devo dirgli che può mangiare all’aperto”

“Regole di sicurezza e salute prima di tutto. E non si discute. Ma la confusione no”. Antonio Scipioni, imprenditore del settore ristorazione, titolare dell’hotel ristorante “Donnarosa” di Roccafluvione e da poche settimane presidente dei Ristoratori della Cna territoriale di Ascoli Piceno, rilancia la protesta del “Sistema Cna” e chiarisce con i fatti del proprio lavoro quotidiano quello che non riesce proprio a capire delle norme attualmente in vigore. “Come ristoratore – spiega Scipioni – posso fare una convenzione, facendo il dovuto iter e le richieste necessarie, con un ufficio o un’azienda del mio territorio ed essere quindi equiparato a una mensa aziendale. Fatto questo, solo per proseguire nell’esempio, a pranzo o a cena quattro collegi dello stesso ufficio o della stessa fabbrica possono venire nel mio ristorante e mangiare anche al chiuso. Però se uno di questi, il giorno dopo, vuole venire da me con la moglie o con il marito li posso far sedere solo se ho tavoli all’aperto, ma non posso al chiuso”.
“Urgentissimo, dunque – rimarca Francesco Balloni, direttore della Cna Picena – individuare un rigoroso assetto di regole in grado di far ripartire in sicurezza quel raggruppamento di imprese che operano nel campo della ristorazione. L’unica richiesta che quest’ultime eccepiscono è la certezza di poter tornare a svolgere la propria attività con un certo grado di regolarità”.
Sostegni e stagione estiva. “Un’ora in più o in meno di coprifuoco – prosegue Scipioni – cosa cambia? Per l’epidemia certo io non lo so. Ma per un turista che viene nelle nostre zone dover rinchiudersi in una camera d’albergo prima delle dieci di sera la differenza c’è. E dobbiamo stare molto attenti perché, ragionando anche solo in area europea e mediterraneo, nazioni come la Grecia e la Spagna si stanno organizzando per avere prenotazioni”.
“Come ufficio – aggiunge Caterina Mancini, responsabile del settore Agroalimentare per la Cna Picena – siamo attivi per tutti i tipi di sostegno. Ma quello che i nostri associati ci chiedono maggiormente sono indicazioni precise su come orientarsi per le prenotazioni estive, su cosa fare per i budget necessari all’operatività, su come riprogrammare le commesse per i vari fornitori”.
Domande difficili a cui rispondere. Da qui il nuovo accorato appello della Cna Picena alle istituzioni per una “rivisitazione” urgente di alcune norme. E anche qualcosa di significativo sulla tassazione. “La Tari – conclude il neopresidente Cna Ristoratori del Piceno – non è l’Imu che fa riferimento alla proprietà in metri ma dovrebbe fare riferimento a quello che si produce e si consuma. Le nostre imprese è oltre un anno che producono e, di conseguenza, consumano poco in termini di servizi. Perché, allora, questa tassa sul consumo non si abbassa di conseguenza?”.

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