Da martedì 6 aprile il Piceno e le Marche in zona arancione. Cosa si può fare e cosa resta vietato. Aperti negozi, parrucchieri, estetiste, centri estetici. Scuole in presenza fino alla terza media. Aperti i centri che praticano sport individuali, ancora chiuse piscine, palestre, cinema e teatri

Da martedì 6 aprile il Piceno e le Marche in zona arancione. Cosa si può fare e cosa resta vietato. Aperti negozi, parrucchieri, estetiste, centri estetici. Scuole in presenza fino alla terza media. Aperti i centri che praticano sport individuali, ancora chiuse piscine, palestre, cinema e teatri

Il Decreto, di mercoledì 7 aprile, cambia anche leggermente le regole sia per la zona rossa sia per quella arancione. Vediamole nel dettaglio.

Attualmente, si trovano in zona arancione Lazio, Abruzzo, Basilicata, Liguria, Molise, Sicilia, Sardegna, Umbria, e a provincia autonoma di Bolzano. Da martedì 6, invece, ci saranno Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, provincia di Bolzano, provincia di Trento, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto.

Nuova zona arancione: gli spostamenti. In zona arancione, come sempre, ci si può muovere liberamente e senza obbligo di autocertificazione all’interno del proprio comune.

Seconde case. Resta la possibilità di recarsi una seconda casa, anche se si trova in una regione in zona rossa o arancione. La seconda cosa deve essere di proprietà o affittata per un lungo periodo e prima del 14 gennaio. Deve essere vuota e può accogliere solo il nucleo famigliare: non si possono ospitare, dunque, né amici né parenti non coviventi.

Visite ad amici e parenti. A differenza della zona rossa, si prolunga la possibilità offerta durante i giorni pasquali di fare visita, una volta al giorno, ad amici e parenti. Bisogna però restare nell’ambito del comune e ci si può muovere al massimo in due persone (con figli under 14 al seguito).

Scuole. In zona arancione è consentito il ritorno in aula per tutti i ragazzi fino alla terza media compresa. Gli studenti delle superiori andranno in presenza al 50-75%. Sindaci e presidenti delle Regioni non possono decretare chiusure autonome di ordini scolastici.

Negozi aperti. Tutti i negozi sono aperti, anche quelli di abbigliamento di altre categorie merciologiche considerate “non essenziali” che in zona rossa sono chiusi. Nei giorni festivi e prestivi, sono chiusi i negozi all’interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.

Parrucchieri ed estetiste. Aperti parrucchieri, barbieri e centri estetici che in zona rossa hanno dovuto abbassare le serrande.

Cinema, mostre e teatri. Le sale della cultura restano purtroppo chiuse. La loro riapertura è prevista per il momento solo in zona bianca. E per ora non è ancora prevista una data di apertura generalizzata.

Bar e ristoranti. Per bar e ristoranti resta la possibilità di lavorrare solo con l’asporto (i bar fino alle 18 e i ristoranti fino alle 22) o con le consegne a domicilio. Questo almeno per tutto aprile, poi forse conto dell’andamento pandemico potremo sperare in una revisione della regola.

Sport. Oltre a passeggiate anche in bicicletta e jogging (che possono spaziare per tutto il territorio comunale), in zona arancione sono aperti anche i centri che offrono sport individuali come il tennis, il golf o il padel. Restanto per ora chiuse palestre e piscine.

Concorsi. Indipendentemente da zona (arancione o rossa che sia), dal 3 maggio possono riprendere i concorsi: viene raccomandato di usare, se possibile, spazi all’aperto. I partecipanti devono sottoporsi al test antigenico nelle 48 ore precendenti alla prova.

Obbligo vaccinale. Anche questo non dipende dalla zona. Il nuovo Dl introduce l’obbligo a sottoporsi al vaccino anti covid per medici, infermieri, operatori socio sanitari, anche personale amministrativo. L’obbligo vale anche per i dipendenti delle Rsa (le residente per anziani) e per i centri privati. Chi non ottempera (dalla notifica ci sarà tempo 5 giorni) può essere spostato in una mansione che non prevede il contatto con altre persone. Se ciò non fosse possibile, è prevista anche la sospensione senza stipendio che però non può andare oltre alla fine della pandemia e comunque non oltre il 31 dicembre di quest’anno.

Ci dispiace, i commenti sono chiusi per questo articolo.























CNA Ascoli Piceno
Viale Indipendenza, 42
63100 Ascoli Piceno

Tel: +39.0736.42176
Fax: +39.0736.44709
ascoli@cnapicena.it

P.Iva 80001450446  |  Dir. Resp. Antonio Tempera


Powered by
SIXTEMA Spa