La Cna di Ascoli sull’economia del Piceno a fine 2020. Rispetto all’anno precedente il saldo fra export ed import delle aziende della provincia è passato da più 264 milioni di Euro e meno 54,7 milioni. Preoccupante il calo delle esportazioni del settore agroalimentare e soprattutto della meccanica

La Cna di Ascoli sull’economia del Piceno a fine 2020. Rispetto all’anno precedente il saldo fra export ed import delle aziende della provincia è passato da più 264 milioni di Euro e meno 54,7 milioni. Preoccupante il calo delle esportazioni del settore agroalimentare e soprattutto della meccanica

– Balloni, direttore della Cna Picena: “Subito le misure di Ricovery ma soprattutto gli annunciati provvedimenti sulla semplificazione senza i quali i nostri piccoli produttori perderanno fette di mercato da qui in avanti. E sugli sgravi contributivi della legge sul Mezzogiorno attenzione per un territorio come il nostro dove il 95,2 per cento del tessuto produttivo è fatto da piccole e micro imprese” –

Partita aperta dal 2021, a cominciare dalla riforma fiscale con risorse per la semplificazione soprattutto a vantaggio delle piccole e micro imprese che – da una recente indagine della Cna di Ascoli – rappresentano il 95,2 per cento del tessuto produttivo del Piceno. “Il territorio ha urgente bisogno – spiega Francesco Balloni, direttore della Cna Picena – di un’iniezione di risorse importanti come quelle previste dal Recovery fund ma la semplificazione, anche se smuove volumi di risorse meno imponenti, per i nostri piccoli imprenditori è comunque importantissima perché una vera semplificazione permetterà loro di recuperare ingenti risorse e di dedicarsi a nuovi mercati, come quello estero, che dai nostri ultimi dati registra un 2020 con indicatori preoccupanti e che meritano la massima attenzione”.
E proprio a questo proposito la Cna di Ascoli ha elaborato per il Piceno i dati del Centro studi della Cna regionale delle Marche sull’import e l’export a livello provinciale. Da questi dati emerge che il commercio estero della provincia nei primi 9 mesi del 2020 registra rispetto allo stesso periodo del 2019 una forte crescita delle importazioni (+36%) e una crescita meno decisa e, comunque, notevole delle esportazioni (+13,4%). Si tratta di dinamiche in controtendenza rispetto alla regione, per la quale nello stesso periodo si registrano sia importazioni, sia esportazioni in deciso calo. Tuttavia, la maggiore crescita delle importazioni cambia segno al saldo tra export e import che da oltre 264 milioni registrati nel 2019, passa a -54,7 milioni nel 2020.
“Meccanismi fluidi per la burocrazia, in Italia e soprattutto in chiave di rapporti con l’estero – rimarca Luigi Passaretti, presidente della Cna di Ascoli Piceno – saranno sempre più importanti anche alla luce di questi ultimi dati elaborati dal nostro Centro studi. Importantissimi soprattutto alla luce del fattore dimensionale delle nostre imprese che producono eccellenza ma non hanno strutture amministrative e risorse in cassa per affrontare complessi iter burocratici e pratiche di accesso e di accreditamento spesso costose”.
“Da gennaio 2021 – conclude il direttore della Cna Picena, Francesco Balloni – si gioca una nuova partita che vedrà in campo anche gli sgravi contributi previsti dalla nuova legge sul Mezzogiorno. Come Cna, a livello locale e nazionale non vogliamo entrare nella sterile polemica di rivendicazioni di paternità per questo risultato. I nostri artigiani hanno urgenza di sapere di quanto, e in quanto tempo, potranno beneficiare di tale provvedimento. Il tutto in considerazione di un tessuto produttivo diffuso che, questa sì che come sistema-Cna la rivendichiamo come una nostra battaglia, richiede azioni che non si traducano in un’estromissione di piccoli e piccolissimi produttori dal meccanismo degli sgravi”.
Tra i settori della componente manifatturiera del commercio estero, mantiene un fortissimo peso l’aggregato Sostanze e prodotti chimici – Articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici che vede aumentare decisamente sia le importazioni sia le esportazioni, ma non il saldo aggregato, che passa ad essere negativo per oltre 60 milioni (era positivo nello stesso periodo 2019 per oltre 185 milioni); tra le attività manifatturiere più rilevanti nel commercio estero della provincia dopo la chimica-farmaceutica, il sistema moda (tessile abbigliamento pelli accessori) registra una forte decrescita sia dell’import (-17,3%) sia soprattutto dell’export (-31,4%) con l’effetto di una forte diminuzione del saldo (-48,4%) che comunque rimane largamente positivo (passa da 116,8 milioni nel 2019 a 60,3 milioni nel 2020. Tra le produzioni che producono un forte saldo attivo, si nota la performance degli apparecchi elettrici (elettrodomestici) dove l’incremento dell’export e la diminuzione dell’import comportano un forte saldo positivo (+14,5 milioni) che rimpiazza il saldo negativo (-2,5 milioni) dell’anno prima. In forte calo, invece, risulta il saldo positivo delle produzioni macchinari e impianti (passa da 25,8 milioni a 3,6 milioni).
Preoccupa il forte calo dell’export dei prodotti alimentari (-13,4%).

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