La Cna di Ascoli per i servizi alla persona: giustificati (secondo l’interpretazione della Regione Marche del Dpcm governativo) gli spostamenti per raggiungere il proprio centro di benessere (parrucchiere ed estetista) con autocertificazione. L’Associazione al lavoro con le istituzioni per un protocollo che elimini ogni tipo di rischio sanzione sia per gli esercenti che per i clienti che si spostano con responsabilità per esigenze personali

La Cna di Ascoli per i servizi alla persona: giustificati (secondo l’interpretazione della Regione Marche del Dpcm governativo) gli spostamenti per raggiungere il proprio centro di benessere (parrucchiere ed estetista) con autocertificazione. L’Associazione al lavoro con le istituzioni per un protocollo che elimini ogni tipo di rischio sanzione sia per gli esercenti che per i clienti che si spostano con responsabilità per esigenze personali

La Cna Picena informa sulle ultime indicazioni (interpretazione delle Regione Marche) relative agli spostamenti fuori comune per raggiungere il parrucchiere o il centro estetico di fiducia. Il Dpcm del 3 novembre stabilisce che nelle zone arancioni è vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune. Alla luce di questa disposizione si sta valutando se inserire nel concetto di “situazione di necessità” anche la possibilità dello spostamento nel comune limitrofo per usufruire di servizi alla persona come parrucchiere, estetista.
“Nella nostra azione costante e di presenza riguardo il coordinamento con gli le istituzioni del nostro territorio – spiega Francesco Balloni, direttore della Cna Picena – riteniamo di poter dire che di vota in volta, confrontandosi e collaborando, si possono trovare soluzioni utili. Nello specifico riguardo a spostamenti per esigenze personali, sempre nel rispetto delle norme di sicurezza e con la massima responsabilità da parte dei cittadini”. Nell’area arancione è consentito spostarsi esclusivamente all’interno del proprio Comune, dalle 5 alle 22, senza necessità di motivare lo spostamento. Dalle 22 alle 5 sono vietati tutti gli spostamenti, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Inoltre sono vietati, 24 ore su 24, gli spostamenti verso altri Comuni e verso altre Regioni, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di studio o di salute o per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio Comune (per esempio andare all’ufficio postale o a fare la spesa, se non ci sono tali uffici o punti vendita nel proprio Comune).
Facendo riferimento alla nota della presidenza del consiglio dei ministri che così recita “Gli spostamenti verso Comuni diversi da quello in cui si abita sono vietati, salvo che per specifiche esigenze o necessità. Fare la spesa rientra sempre fra le cause giustificative degli spostamenti. Laddove quindi il proprio Comune non disponga di punti vendita o nel caso in cui un Comune contiguo al proprio presenti una disponibilità, anche in termini di maggiore convenienza economica, di punti vendita necessari alle proprie esigenze, lo spostamento è consentito, entro tali limiti, che dovranno essere autocertificati”.
“Abbiamo e stiamo affrontando il problema di parrucchieri ed estetiste relativo alla clientela fuori comune – conclude Luigi Passaretti, presidente della Cna di Ascoli Piceno – ma non periamo di vita il fatto che quasi tutte le categorie dell’artigianato e del commercio hanno avuto e avranno nel tempo ripercussioni negative sul fatturato. E questo richiederà uno sforzo ancora maggiore per ristorare chi ha e avrà danni a causa della pandemia”. Viste alcune interpretazioni che stanno prendendo corpo in queste ore in tutta Italia, potrebbe essere anche contemplata la possibilità di recarsi presso un esercizio ubicato al di fuori del comune di residenza, ivi compresi i settori di benessere e sanità, a condizione che i suddetti professionisti assicurino l’afflusso contingentato della clientela. La Regione Marche ha definito un indirizzo in tal senso. Indirizzo che dovrà essere confermato (auspica la Cna Picena) dal Governo e dagli organismi che lo rappresentano sui territori, affinché da indirizzo e auspicio diventi regola conforme alla legge.

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