La Cna di Ascoli ha elaborato i primi dati reali su lavoro, occupazione e fatturato delle imprese del Piceno nel periodo che va da marzo a luglio 2020

La Cna di Ascoli ha elaborato i primi dati reali su lavoro, occupazione e fatturato delle imprese del Piceno nel periodo che va da marzo a luglio 2020

Incrociando i numeri di Infocamere e del Centro studi della Cna regionale delle Marche, la Cna di Ascoli ha elaborato i dati relativi al periodo di emergenza Covid, sia per quanto riguarda i regimi di attività delle imprese, sia per la situazione occupazionale. Effettuata anche un’indagine a campione sulle aspettative per il futuro. “Come abbiamo più volte ribadito – commenta Francesco Balloni, direttore della Cna Picena – la stragrande maggioranza delle nostre imprese resiste e ha voglia di ripartire. Erto è che, come si vede dai tanti dati che abbiamo elaborato, il mese di luglio è stato molto duro per l’ingresso al lavoro e quindi ribadiamo l’importanza e l’urgenza del rafforzamento e del prolungamento degli ammortizzatori per le imprese di tutte le tipologie e tutte le dimensioni”.
Ecco cosa è successo nel periodo di lockdown nella provincia di Ascoli Piceno. Su 5.960 imprese attive, 1.650 (il 27,7%) hanno mantenuto un livello produttivo sostanzialmente invariato rispetto a prima dell’emergenza; 3.840 (il 64,5%) hanno lavorato a regime ridotto; 460 (il 7,8%) hanno sospeso l’attività.
Le aspettative per il futuro. Tornare a livelli accettabili di produzione e di fatturato? Dall’indagine a campione della Cna di Ascoli, il 9,3% degli imprenditori Piceni prevede un buon recupero già con i dati in chiusura del mese di luglio; il 6,4% confida in situazioni migliori a partire da ottobre; il 34,8% sposta questa data a fine anno; il 49,5% non prevede grandi novità almeno fino al primo semestre del 2021. Nella drammaticità della situazione spicca, come segnale di resistenza, il fatto che solo 1,2% degli intervistati non prevede ripresa e si avvia alla chiusura della propria attività.
Covid e lavoro. Sempre dall’indagine Cna per il Piceno, emerge che in questi mesi (da marzo a luglio) il 75,8% delle aziende a ricorso a periodi più o meno prolungati di Cig a zero ore; il 23,1% ha optato per una riduzione dell’orario di lavoro dei propri dipendenti; il 25,9% ha utilizzato il monte/ore arretrato di ferie e permessi; il 13,7% ha utilizzato il lavoro agile.
Senza mai restare con le mani in mano. Delle 5.890 imprese del Piceno, l’indagine della Cna di Ascoli rileva che ben 4.890 (l’83,1%) stanno già adottando azioni di contromisure e hanno intenzione di programmarne per il post emergenza. Il restante 16,9% (1.000 imprese) preferisce attendere l’evoluzione della situazione e prendere iniziative di conseguenza.
Fra le azioni principali messe in campo l’86% cento delle impresa ha puntato sulla sicurezza di lavoratori e utenti e sul miglioramento logistico di aziende/locali. Fra le imprese più attive nella programmazione del post emergenza, l’8,2% pensa a un’estensione del lavoro agile; l’8,6% pensa a migliorare il meccanismo dei servizi a domicilio e il 4,7% a un ulteriore sviluppo del commercio elettronico.
Sostegni e finanziamenti. Il 73,8% delle imprese Picene (ovvero 4.350 unità produttive) hanno richiesto in questi mesi una qualche forma di finanziamento, attingendo sia a quelli ordinari che – nella maggior parte dei casi, circa 2/3 del totale – a quelli approntati ad hoc per la pandemia. Di queste 4.350 richieste, all’ultima data aggiornata del 9 giugno, 3.080 (il 70,8%)hanno ricevuto il finanziamento richiesto o, comunque, la pratica è stata approvata e sono quindi in attesa dell’erogazione.
“Occupazione e liquidità – conclude Luigi Passaretti, presidente della Cna di Ascoli Piceno – stanno facendo, come si vede da questi dati, la differenza. E la faranno ancora di piò alla ripartenza post estate di settembre e ottobre. Quindi quanti più strumenti di sostegno si metteranno in campo, tanto più la ripresa non sarà solo un miraggio ma una concretezza”.

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