LE ULTIME RILEVAZIONI DELLA CNA DI ASCOLI SULLE IMPRESE DEL PICENO: LUGLIO E AGOSTO CARICHI DI SPERANZE MA CON IL RISCHIO CHE LE INADEGUATEZZE INFRASTRUTTURALI (VIABILITA’ IN PRIMIS) VANIFICHINO GLI SFORZI. E RESTA IL CARICO DI UN PRIMO SEMESTRE 2020 IN PROFONDO ROSSO, CON CALI DI FATTURATO CHE HANNO RAGGIUNTO IN ALCUNI SETTORI ANCHE QUOTA MENO NOVANTA PER CENTO

LE ULTIME RILEVAZIONI DELLA CNA DI ASCOLI SULLE IMPRESE DEL PICENO: LUGLIO E AGOSTO CARICHI DI SPERANZE MA CON IL RISCHIO CHE LE INADEGUATEZZE INFRASTRUTTURALI (VIABILITA’ IN PRIMIS) VANIFICHINO GLI SFORZI. E RESTA IL CARICO DI UN PRIMO SEMESTRE 2020 IN PROFONDO ROSSO, CON CALI DI FATTURATO CHE HANNO RAGGIUNTO IN ALCUNI SETTORI ANCHE QUOTA MENO NOVANTA PER CENTO

– BALLONI, DIRETTORE CNA PICENA: “MASSIMA ATTENZIONE ALLE INFRASTRUTTURE PER LA STAGIONE TURISTICA DA RECUPERARE IN EXTREMIS E PER LE IMPRESE DELL’AUTOTRASPORTO MERCI E PERSONE CHE HANNO PAGATO UN CONTO SALATISSIMO ALL’EMERGENZA E CHE ANCORA NON HANNO AVUTO LE RISPOSTE CHE ASPETTAVANO COME IL FONDO PERDUTO REGIONALE GIA’ UTILMENTE ATTIVATO PER ALTRI COMPARTI” –

Luglio e agosto, con timida ma concreta speranza. Ma i danni economici del primo semestre restano enormi. C’è dunque attesa e speranza per il settore turistico, dell’accoglienza e della ristorazione del Piceno.

LUGLIO ED AGOSTO DI SPERANZA. La Cna di Ascoli, nel costante rilevamento dell’andamento del fatturato con le proprie imprese, evidenzia questa stima. Dai primi segnali dell’ultimo scampolo di giugno ci sono attività che segnalano addirittura un sia pur leggero incremento del movimento dei clienti rispetto all’anno passato. Questo nelle prospettive che i fatti dovranno confermare e trasformarle da speranze in realtà concreta per micro e piccole imprese dell’artigianato e del commercio. Ma resta il fatto che i danni sin qui registrati sono enormi. Solo nel primo trimestre 2020 l’intera filiera del turismo si stima abbia sofferto una perdita di fatturato di circa il 75 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019. Al termine del secondo trimestre le perdite – è sempre l’analisi della Cna Picena – sarebbero arrivate a meno 85 per cento con punte del 90 per cento. La perdita più consistente riguarda il settore della ricettività ma il crollo del fatturato ha investito e sta investendo in ogni caso tutta la filiera: la ristorazione, lo shopping turistico, i trasposti turistici gestiti da imprese private, le agenzie di viaggio, la cultura, le escursioni e il turismo esperienziale.

MA C’E’ IL RISCHIO CHE LA CRITICITA’ DELLE INFRASTRUTTURE VIARIE VANIFICHI TUTTE O QUASI LE ASPETTATIVE. Pronti a questa ripartenza dunque? “Resta il nodo della infrastrutture – precisa Francesco Balloni, direttore della Cna Picena – che, emergenza Covid a parte, per il sud delle Marche e il Piceno permane critico. E un’economia turistica e di movimento, che cerca di ripartire non può certo sopportare questo ulteriore handicap”. Prima del blocco sanitario la Cna Picena aveva stimato che nel tratto autostradale fra Porto Sant’Elpidio e Giulianova, circa il 28 per cento del percorso risultava a una corsia per chiusure, sequestri e cantieri. “Ripartire con il turismo – prosegue Balloni – così è veramente difficile. E a questo si aggiunge la gravissima situazione delle imprese dell’autotrasporto. Quello dedicato alle persone e, ancor di più in questo momento, quello delle merci che ancora ad ricevere i sostegni economici di cui avrebbe urgentissima necessità come il fondo perduto regionale già attivato efficacemente per altre categorie d’impresa”.
“L’emergenza per noi ha avuto e continua ad avere tre livelli – conclude Luigi Passaretti, presidente provinciale della Cna di Ascoli Piceno – Il primo ovviamente sanitario per la salute sia dei titolari che dei dipendenti. Poi c’è quello relativo ai danni chiaramente accertati per mancate commesse, vendite o blocco di cicli produttivi. Terzo, ma non ultimo, il sostegno alle imprese e gli incentivi, le agevolazioni e tutte quelle misure che dovranno essere messe in campo per riportare la fiducia nel made in Italy, sia che si tratti di produzioni tipiche e tradizionali, sia che si tratti di servizi come quelli turistici connessi alla ristorazione e all’accoglienza. Senza dimenticare che tutto ciò aggrava già una situazione pesante per il nostro territorio, a cominciare dell’emergenza sisma per arrivare a quella dei collegamenti stradali e delle infrastrutture”.

DARE ANCORA PIU’ FORZA ALLA VOGLIA DI FARE DELLE IMPRESE. I DATI PIU’ RECENTI DELLA CNA: IL PICENO HA SEMPRE FORTI RADICI ARTIGIANE E TERRITORIALI. Nel Piceno le imprese individuali costituiscono ancora circa il 60 per cento delle imprese attive, e ciò indica quanto ancora sia diffusa l’impresa a connotazione famigliare, dove la delega di funzioni e responsabilità in concomitanza alla loro crescente complessità, tende ad avvenire all’interno della famiglia dell’imprenditore più che a riguardare il coinvolgimento di altre figure imprenditoriali o professionali.

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