POST SISMA, LA CNA PICENA ANTICIPA IL NUOVO TESTO CHE STA ELABORANDO LA REGIONE MARCHE, RELATIVO AD ALCUNE MODIFICHE DEL DL 189, CON L’OBIETTIVO DI ALLEGGERIRE MODALITA’ E TEMPI DELLA RICOSTRUZIONE

POST SISMA, LA CNA PICENA ANTICIPA IL NUOVO TESTO CHE STA ELABORANDO LA REGIONE MARCHE, RELATIVO AD ALCUNE MODIFICHE DEL DL 189, CON L’OBIETTIVO DI ALLEGGERIRE MODALITA’ E TEMPI DELLA RICOSTRUZIONE

Ricostruzione post sisma. La Cna è in grado di anticipare alcune delle principali modifiche che la Regione Marche sta studiando, nel corpo del DL 189, che da più parti aveva ricevuto osservazioni e appunti per alcune farraginosità normative e burocratiche che ostacolano l’azione sia dei privati che dei professionisti e delle imprese impegnate nei tanti lavori di ripristino del territorio e delle attività produttive. Lo scopo delle modifiche allo studio è proprio quello di snellire alcune procedure, sempre nel rispetto di leggi e normative vigenti, per dare nuovo e più forte impulso alle opere.

PERSONALE
Reclutamento. Concreto utilizzo di tutte le risorse finanziare stanziate dal Decreto legge n. 189 del 2016 per disporre di personale necessario agli USR. Obiettivo: Le modifiche proposte servono per garantire la possibilità di reclutare, ad invarianza di risorse finanziarie già stanziate e mediante recupero delle risorse delle singole annualità non spese, l’effettiva fun-zionalità degli Uffici Speciali per la ricostruzione con l’obiettivo di accelerare il processo di ricostruzione sia pubblico che privato.
Convenzioni con soggetti esterni. Possibilità per gli Uffici Speciali di avvalersi delle proprie società in House providing e del relativo personale. Obiettivo: La modifica si rende necessaria per consentire, mediante lo strumento della convenzione, di utilizzare per le attività inerenti la ricostruzione post sima 2016 anche personale proprio delle società in house delle pubbliche amministrazioni che costituiscono l’Ufficio Speciale per la ricostruzione, in possesso ovviamente dei requisiti previsti dall’articolo 16 del decreto legislativo n. 175 del 2016.
Più autonomia ai comuni. Possibilità per i Comuni di assumere, a parità di spesa, personale a part time per esigenze organizzative particolari. Obiettivo: La modifica si rende necessaria per consentire ai Comuni, sulla base della valutazione delle proprie esigenze funzionali e organizzative che dovranno sempre essere espresse, di assumere in luogo di una unità autorizzata a tempo pieno anche due unità a tempo parziale, purché nel rispetto dei limiti di spesa stanziati al comma 1 dell’articolo 5.

EDILIZIA PRIVATA E PRODUTTIVA
La semplificazione che si vuole introdurre (sempre con principi in legge e modalità attuative in ordinanza) è limitata alla sola ricostruzione leggera.
Progetto e lavori. 1) è riferita solo ai danni lievi; 2) il Mude viene migliorato ed implementato con standardizzazioni estese di tutti i moduli, incluse le relazioni illu-strative e il calcolo del contributo; 3) al professionista, anche affiancato da una sorta di collaudatore tecnico amministrativo, oltre che istruire e completare la pratica con gli elaborati oggi previsti, occorrono due flag verdi: il primo riguarda l’autorizzazione sismica (a cura di USR o genio civile), il secondo la compatibilità edilizia-urbanistica, soprattutto quando c’è sanatoria all’interno della pratica (a cura del Comune); 4) ottenuti i due flag verdì, viene certificato a cura del professionista il contributo; 5) viene abolita la gara informale fra tre ditte; 6) gli stati di avanzamento lavori si basano sulla autocertificazione a cura del direttore lavori.
Controlli. L’autocertificazione, anche avvalorata dalla figura del collaudatore tecnico amministrativo, tiene conto dell’intera regolarità della pratica. L’USR controlla che le opere strutturali eseguite siano conformi al progetto strutturale autorizzato, espletando funzione di genio civile. Al controllo viene inoltre verificata la congruità fisica dell’immobile sia rispetto all’oggetto di contributo che alle sue dimensioni. Il controllo non entra nella contabilità e nel computo metrico.
I controlli sono sul genere di quanto avviene con il credito di imposta per il cosiddetto sisma bonus in cui quanto certificato dal titolare dell’immobile e dal tecnico progettista e direttore dei lavori viene dato qual è, effettivo e congruo.
In sintesi: 1) La procedura ti guida, se sbagli nell’inserimento di dati corretti (percentuali, finiture, parcelle, ecc.) la procedura si blocca; 2) L’USR o il genio civile approva il progetto strutturale; 3) I comuni verificano la compatibilità edilizia urbanistica laddove sia necessario, anche in presenza di sanatorie; 4) L’USR decreta sulla base dell’importo calcolato dal progettista ancorché affiancato dalla figura del collaudatore tecnico amministrativo; 5) Il controllo dell’USR viene effettuato sulla parte strutturale del progetto, questo a garanzia della sicurezza e sull’entità fisica del manufatto, le sue superfici e la sua corrispondenza alla descrizione progettuale; 6) Non vengono effettuati i controlli sui computi metrici e sulla contabilità, perché parliamo di una maggiore responsabilità dei proponenti; 7) Sono ovviamente fatti salvi i controlli dei comuni per la parte edilizia in regime ordinario; 8) Questa procedura semplificata tende a ricalcare, con maggiori garanzie, quella analoga del contributo di imposta per il cosiddetto sisma bonus.

OPERE PUBBLICHE
Procedure negoziate 1. Per affidamento di incarichi fino alla soglia comunitaria non solo per la progettazione ma per tutti i servizi. Obiettivo: Le modificazioni si rendono necessarie: quanto alla prima, per non limitare, in linea con l’approvazione del correttivo Appalti (decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56), l’applicazione della procedura negoziale di cui al comma 2-bis dell’articolo 2 del decreto-legge n. 189 del 2016 ai soli incarichi di progettazione ma di estenderli anche a quelli relativi al coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e esecuzione, alla direzione lavori e al collaudo, con la finalità di assicurare una continuità delle attività rientranti nei servizi di ingegneria e architettura in un’ottica di omogeneità, coerenza e snellimento del processo. Al riguardo, si evidenzia come il correttivo sugli appalti intenda per servizi di ingegneria e architettura: incarichi di progettazione, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e esecuzione, direzione dei lavori e collaudo.
Per quanto concerne la seconda modificazione la finalità è quella, sempre in conformità con il codice degli appalti, di chiarire che entro l’importo di Euro 40.000 euro (150.000,00 euro per l’anno 2019 ai sensi dell’articolo 1, comma 912 della Legge 30 dicembre 2018, n. 145) è possibile ricorrere all’affidamento diretto.
Procedure negoziate 2. Per affidamento lavori, senza previa pubblicazione, fino a soglia comunitaria, con affidamento al minor prezzo e estrazione con riserva fino al 50% di imprese locali. Obiettivo: La disposizione risponde ad una finalità di semplificazione e accelerazione delle procedure di gara per gli appalti di lavori da espletarsi mediante la previsione del criterio del minor prezzo e della procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara, attingendo comunque ad un albo di operatori economici in possesso di requisiti di idoneità già verificati da amministrazioni pubbliche deputate e per l’effetto ritenuti validi ai fini della partecipazione agli interventi di ricostruzione. Tale procedura è ad ogni modo limitata agli appalti di lavori sotta la soglia comunitaria dotati di progetti esecutivi che in quanto tali presuppongono un alto grado di specificazione delle prestazioni da eseguire e quindi un non elevato margine di miglioramento. Si riserva alla generalità degli aventi diritto a sorteggio una aliquota assegnata alle imprese del “Cratere” Centro Italia e, al suo interno, una preferenza, in quota parte, alle imprese della Regione ove si realizza l’opera. Tale ultima disposizione è ovviamente tesa a tenere conto di quell’imprenditoria locale del cratere che, all’infuori della ricostruzione, non ha altre attività ordinarie al proprio attivo, stante la estesa devastazione edilizia nei luoghi di cui trattasi.
Più forze in campo. Ampliamento della platea dei soggetti attuatori anche con enti pubblici economici, ambiti territoriali ottimali, aziende sanitarie e ospedaliere, enti parco, consorzi idrici, ecc. e utilizzo del personale assunto per la ricostruzione anche se privo dei requisiti previsti dalle linee guida ANAC. Obiettivo: Le modifiche si rendono necessarie per accelerare i procedimenti di esecuzione dei lavori mediante:
1) La possibilità concreta per i dipendenti assunti ai sensi dell’articolo 50-bis dai Comuni di svolgere le funzioni di responsabile unico del procedimento anche in assenza delle qualificazioni professionali in termini di anni maturati come esperienza previste dalle Linee guida dell’Anac in materia.
2) la previsione che il Presidente della regione-Vice Commissario possa delegare lo svolgimento delle attività concernenti la riparazione, il ripristino con miglioramento sismico o la ricostruzione delle opere pubbliche anche a enti pubblici diversi da quelli individuati come soggetti attuatori e a soggetti (organismi di diritto pubblico) che ordinariamente ai sensi del decreto legislativo n. 50 del 2016 possono esercitarle (a titolo esemplificativo enti pubblici economici o ATO-Ambito Territoriale Ottimale per la gestione integrata di servizi pubblici).
Possibilità per le centrali uniche di committenza di assumere personale. Obiettivo: Le modifiche si rendono necessarie per le ragioni di seguito dettagliate. Con riferimento alla modifica di cui alla lettera a) per assicurare la concreta remuneratività delle attività delle centrali uniche di committenza attraverso la previsione che sia il Commissario straordinari a definirne gli importi con propria ordinanza anziché attendere l’adozione di un decreto ministeriale ad oggi non ancora intervenuta. Quanto a quella di cui alla lettera b) per mere necessità di coordinamento delle diverse previsioni; Relativamente infine alla lettera c), per garantire che le risorse già previste dal comma 6 dell’articolo 18, nel testo vigente, possano essere concretamente utilizzate per potenziare, prevedendo assunzioni di personale specialistico, la struttura delle centrali uniche di committenza e in particolare dei soggetti aggregatori regionali i quali per “mission istituzionale” sono specializzati per l’acquisizione di beni e servizi e non anche lavori.
Scuole. Superamento, nell’approvazione di progetti di edifici scolastici, della vincolistica indiretta di tutela, con espressa maggioranza nella conferenza dei servizi. Obiettivo: La disposizione è finalizzata ad assicurare la realizzazione degli edifici scolastici pubblici evitando che la presenza di un vincolo indiretto discrezionale da parte della amministrazione competente, anche se posto a tutela e conservazione del patrimonio storico monumentale, possa recare pregiudizio al diritto costituzionalmente garantito all’istruzione.

PIANO DI SVILUPPO E GOVERNANCE
Ripristinare una governance diretta delle politiche e degli interventi di ricostruzione con gli enti istituzionali rappresentativi del territorio. Obiettivo: Occorre ripristinare l’intesa nell’adozione dei provvedimenti di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto-legge n. 189 del 2016 per garantire il rispetto delle attribuzioni delle competenze garantito alle Regioni dalla stessa Carta Costituzionale. Il ripristino dell’intesa, in quanto espressione di una condivisione unanime delle decisioni, peraltro assicura la concreta leale collaborazione di tutte le Istituzioni coinvolte nel processo di ricostruzione ed è effettiva garanzia di semplificazione, trasparenza e accelerazione degli interventi.
Tavolo Istituzionale per lo sviluppo delle aree terremotate. Obiettivo: Occorre garantire una ricostruzione in visione prospettica con lo sviluppo progressivo e concreto delle aree colpite dal sisma attraverso la condivisione di scelte ed interventi finalizzati tra le amministrazioni territoriali e il Governo. Al riguardo, si propone la costituzione di un Tavolo tematico tra le istituzioni rappresentative dei relativi interessi.

INTERVENTI PER SEMPLIFICARE E COORDINARE LA RICOSTRUZIONE
Eliminare i controlli nelle banche previsti dal testo unico bancario in materia di antiriciclaggio. Obiettivo: La modifica proposta è finalizzata ad evitare che i contributi per la ricostruzione vengano assoggettati ai controlli preventivi previsti dal Testo unico bancario in materia di antiriciclaggio, tenendo presente che i procedimenti di erogazione degli stessi contributi sono tutti predefiniti e quindi trasparenti e le somme sono erogate da soggetti terzi (Istituti bancari convenzionati). Il rischio infatti è che l’obbligo di tale verifica diretta da parte degli istituti bancari convenzionati nell’ambito del Plafond Sisma in capo ad ogni singolo proprietario impedisca l’erogazione del finanziamento agevolato. Occorre cioè risolvere il problema del blocco dell’erogazione del finanziamento laddove in caso di condomini o di comunioni un proprietario o comproprietario sia irreperibile o contrario all’intervento di riparazione, ripristino o ricostruzione e non possa/voglia recarsi in banca per la sottoscrizione delle dichiarazioni previste dal TUB nonostante la legittimità della concessione del finanziamento che è erogato secondo le regole delle maggioranze qualificate previste dal codice civile e dal decreto legge n. 189 del 2016.
Eliminare la possibilità di presentare il progetto riferito non all’intero edificio ma alla singola unità immobiliare. Obiettivo: La modifica proposta è finalizzata ad evitare di ritardare ulteriormente la ricostruzione modificando le regole ormai vigenti, conosciute ed applicate da tutti gli operatori interessati a vario titolo alla ricostruzione, e che determinano il contributo in relazione al livello di danno con riferimento all’intero edificio danneggiato o distrutto dagli eventi simici e peraltro in maniera unitaria sia per la ricostruzione leggera che per la ricostruzione pesante.
Garantire le stesse regole a tutti gli edifici danneggiati dal sisma nel rispetto dell’ambito di applicazione definito dall’articolo 1 del decreto-legge n. 189 del 2016. Obiettivo: La modifica proposta è finalizzata ad evitare che, in contrasto con la finalità e l’ambito applicativo definiti dal decreto-legge n. 189 del 2016, le regole stabilite dall’articolo 1-sexies del decreto-legge n. 55 del 2018 convertito con modificazioni dalla legge 89 del 2018 in materia di lievi difformità edilizie e pratiche pendenti, non trovi applicazione per tutti gli edifici effettivamente e causalmente danneggiati dal sisma anche se collocati in Comuni diversi rispetto a quelli di cui agli allegati 1, 2 e 2_bis del decreto-legge n. 189 del 2016.
Stabilire che le sanatorie edilizie possano essere definite nell’ambito della conferenza regionale. Obiettivo: La modifica si rende necessaria per evitare ritardi nella concessione dei contributi anche nei casi in cui sia necessaria l’acquisizione di autorizzazioni edilizie in sanatoria. La finalità infatti è quella di concentrare in seno alla Conferenza regionale il rilascio di tutti i pareri autorizzazioni o intese propedeutiche al rilascio del contributo ed evitare che l’istruttoria della sanatoria dell’abuso venga condotta autonomamente dal Comune con il rischio di allungamento dei termini del subprocedimento finalizzato al rilascio del titolo edilizio.

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Modifiche normative_ rev 8 febbraio 2019

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