“BOOM” NEL PICENO PER LE ATTIVITA’ AMBULANTI E DI AZIENDE CHE OFFRONO CONSULENZE INNOVATIVE SU MARKETING E NUOVE TECNOLOGIE

“BOOM” NEL PICENO PER LE ATTIVITA’ AMBULANTI E DI AZIENDE CHE OFFRONO CONSULENZE INNOVATIVE SU MARKETING E NUOVE TECNOLOGIE

Nell’analisi della Cna di Ascoli Piceno una provincia artigiana che “resiste” e cerca nuove strade di sviluppo guardando all’eccellenza delle produzioni tipiche e tradizionali da promuovere in modo innovativo in tutto il mondo. Passaretti e Balloni: “Allarme sui dati delle imprese che dovrebbero lavorare alla ricostruzione post sisma, troppa burocrazia e troppe lungaggini per le piccole e micro imprese dell’edilizia”.
Il Passato torna e, in qualche modo si prende la sua rivincita. Insieme però alla ricerca di nuove strade e nuove tecnologie per riuscire a fare impresa, bene e in modo duraturo. Riuscendo a produrre fatturato, lavoro e pil. E’ il dato più significativo e sorprendente dell’analisi che la Cna di Ascoli ha realizzato, a consuntivo del 2018, elaborando il dati del Centro studi della Cna regionale delle Marche, riguardo all’andamento dell’economia del Piceno. Ristorazione mobile e commercio ambulante, insieme alle consulenze imprenditoriali e amministrative di alto livello, sono infatti fra i settori, della piccola e media impresa, che negli ultimi 5 anni hanno registrato il maggior incremento in termini di presenza e di nascita di nuove imprese. Un risultato unico non solo per il Piceno che, sempre analizzando gli ultimi 5 anni, contribuisce a rendere la nostra provincia quella più virtuosa delle Marche. Nel quadro delle imprese in generale ma anche nel manifatturiero, con una perdita – nel periodo preso in esame – di solo il 2,3 per cento, a fronte di un dato regionale di meno 6,3 per cento.
“Quando si parla, ad esempio di intermediari del commercio – spiega Francesco Balloni, direttore generale della Cna di Ascoli – significa un boom di attività e professionalità che lavorano per promuovere le eccellenze del nostro territorio, nei settori del tipico e tradizionale, a cominciare dall’agroalimentare. Un risultato eclatante che non sempre ha bisogno di muri e location fisse. Ambulanti per scelta, ma anche per necessità. E questo deve far riflettere chi ha il dovere di governare questo processo in termini di migliore accessibilità a infrastrutture. A cominciare dai costi fissi e le tassazioni per le piccole attività artigianali e commerciali, soprattutto nei centri storici e di pregio”.
Restano negativi – sempre in base ai dati della Cna Picena – i dati su settori purtroppo ormai in crisi cronica, come l’autotrasporto e tutto quel comparto manifatturiero “indotto” che ha patito, e continua a patire, le delocalizzazioni della grande industria. “Non bene anche – aggiunge Luigi Passaretti, presidente territoriale della Cna di Ascoli – anche tutto il comparto delle costruzioni. Un segnale, questo, di gravissimo allarme visto che siamo in un territorio che dovrebbe essere in piena fase di ricostruzione post terremoto. Tutto ciò a conferma delle nostre preoccupazioni, più volte espresse a tutti i livelli, riguardo lungaggini e procedure burocratiche al limite dell’insostenibile, per le nostre piccole e micro imprese che operano nell’edilizia”.

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